Yehoshua bar Yosef

aprile 1, 2012

Il vangelo della settimana

Filed under: Il vangelo della settimana — 100000 @ 6:24 pm

Complotto contro Gesù
Mancavano intanto due giorni alla Pasqua e agli Azzimi e i sommi
sacerdoti e gli scribi cercavano il modo di impadronirsi di lui con
inganno, per ucciderlo. Dicevano infatti: «Non durante la festa,
perché non succeda un tumulto di popolo».

L’unzione a Betània
Gesù si trovava a Betània nella casa di Simone il lebbroso. Mentre
stava a mensa, giunse una donna con un vasetto di alabastro, pieno di
olio profumato di nardo genuino di gran valore; ruppe il vasetto di
alabastro e versò l’unguento sul suo capo. Ci furono alcuni che si
sdegnarono fra di loro: «Perché tutto questo spreco di olio profumato?
Si poteva benissimo vendere quest’olio a più di trecento denari e
darli ai poveri!». Ed erano infuriati contro di lei.
Allora Gesù disse: «Lasciatela stare; perché le date fastidio? Ella
ha compiuto verso di me un’opera buona; i poveri infatti li avete
sempre con voi e potete beneficarli quando volete, me invece non mi
avete sempre. Essa ha fatto ciò ch’era in suo potere, ungendo in
anticipo il mio corpo per la sepoltura. In verità vi dico che
dovunque, in tutto il mondo, sarà annunziato il vangelo, si racconterà
pure in suo ricordo ciò che ella ha fatto».

Il tradimento di Giuda
Allora Giuda Iscariota, uno dei Dodici, si recò dai sommi
sacerdoti, per consegnare loro Gesù. Quelli all’udirlo si
rallegrarono e promisero di dargli denaro. Ed egli cercava l’occasione
opportuna per consegnarlo.

Preparativi del pasto pasquale
Il primo giorno degli Azzimi, quando si immolava la Pasqua, i
suoi discepoli gli dissero: «Dove vuoi che andiamo a preparare perché
tu possa mangiare la Pasqua?». Allora mandò due dei suoi
discepoli dicendo loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con
una brocca d’acqua; seguitelo e là dove entrerà dite al padrone di
casa: Il Maestro dice: Dov’è la mia stanza, perché io vi possa mangiare
la Pasqua con i miei discepoli? Egli vi mostrerà al piano superiore
una grande sala con i tappeti, già pronta; là preparate per noi». I
discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e
prepararono per la Pasqua.

Annunzio del tradimento di Giuda
Venuta la sera, egli giunse con i Dodici. Ora, mentre erano a
mensa e mangiavano, Gesù disse: «In verità vi dico, uno di voi, \colui
che mangia con me\, mi tradirà». Allora cominciarono a rattristarsi
e a dirgli uno dopo l’altro: «Sono forse io?». Ed egli disse loro:
«Uno dei Dodici, colui che intinge con me nel piatto. Il Figlio
dell’uomo se ne va, come sta scritto di lui, ma guai a quell’uomo dal
quale il Figlio dell’uomo è tradito! Bene per quell’uomo se non fosse
mai nato!».

Istituzione dell’Eucaristia
Mentre mangiavano prese il pane e, pronunziata la benedizione,
lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo».
Poi prese il calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti.
E disse: «Questo è il mio sangue, il sangue dell’alleanza versato
per molti. In verità vi dico che io non berrò più del frutto della vite
fino al giorno in cui lo berrò nuovo nel regno di Dio».

Predizione del rinnegamento di Pietro
E dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi.
Gesù disse loro: «Tutti rimarrete scandalizzati, poiché sta scritto:

\Percuoterò il pastore e le pecore saranno disperse.\

Ma, dopo la mia risurrezione, vi precederò in Galilea».
Allora Pietro gli disse: «Anche se tutti saranno scandalizzati, io
non lo sarò». Gesù gli disse: «In verità ti dico: proprio tu oggi, in
questa stessa notte, prima che il gallo canti due volte, mi rinnegherai
tre volte». Ma egli, con grande insistenza, diceva: «Se anche
dovessi morire con te, non ti rinnegherò». Lo stesso dicevano anche
tutti gli altri.

Al Getsèmani
Giunsero intanto a un podere chiamato Getsèmani, ed egli disse
ai suoi discepoli: «Sedetevi qui, mentre io prego». Prese con sé
Pietro, Giacomo e Giovanni e cominciò a sentire paura e angoscia.
Gesù disse loro: «La mia anima è triste fino alla morte. Restate qui
e vegliate». Poi, andato un po’ innanzi, si gettò a terra e pregava
che, se fosse possibile, passasse da lui quell’ora. E diceva: «Abbà,
Padre! Tutto è possibile a te, allontana da me questo calice! Però non
ciò che io voglio, ma ciò che vuoi tu». Tornato indietro, li trovò
addormentati e disse a Pietro: «Simone, dormi? Non sei riuscito a
vegliare un’ora sola? Vegliate e pregate per non entrare in
tentazione; lo spirito è pronto, ma la carne è debole». Allontanatosi
di nuovo, pregava dicendo le medesime parole. Ritornato li trovò
addormentati, perché i loro occhi si erano appesantiti, e non sapevano
che cosa rispondergli.
Venne la terza volta e disse loro: «Dormite ormai e riposatevi!
Basta, è venuta l’ora: ecco, il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle
mani dei peccatori. Alzatevi, andiamo! Ecco, colui che mi tradisce
è vicino».

L’arresto di Gesù
E subito, mentre ancora parlava, arrivò Giuda, uno dei Dodici, e
con lui una folla con spade e bastoni mandata dai sommi sacerdoti,
dagli scribi e dagli anziani. Chi lo tradiva aveva dato loro questo
segno: «Quello che bacerò, è lui; arrestatelo e conducetelo via sotto
buona scorta». Allora gli si accostò dicendo: «Rabbì» e lo baciò.
Essi gli misero addosso le mani e lo arrestarono. Uno dei
presenti, estratta la spada, colpì il servo del sommo sacerdote e gli
recise l’orecchio. Allora Gesù disse loro: «Come contro un
brigante, con spade e bastoni siete venuti a prendermi. Ogni giorno
ero in mezzo a voi a insegnare nel tempio, e non mi avete arrestato. Si
adempiano dunque le Scritture!».
Tutti allora, abbandonandolo, fuggirono. Un giovanetto però
lo seguiva, rivestito soltanto di un lenzuolo, e lo fermarono. Ma
egli, lasciato il lenzuolo, fuggì via nudo.

Gesù davanti al sinedrio
Allora condussero Gesù dal sommo sacerdote, e là si riunirono
tutti i capi dei sacerdoti, gli anziani e gli scribi. Pietro lo aveva
seguito da lontano, fin dentro il cortile del sommo sacerdote; e se ne
stava seduto tra i servi, scaldandosi al fuoco. Intanto i capi dei
sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano una testimonianza contro Gesù
per metterlo a morte, ma non la trovavano. Molti infatti attestavano
il falso contro di lui e così le loro testimonianze non erano concordi.
Ma alcuni si alzarono per testimoniare il falso contro di lui,
dicendo: «Noi lo abbiamo udito mentre diceva: Io distruggerò
questo tempio fatto da mani d’uomo e in tre giorni ne edificherò un
altro non fatto da mani d’uomo». Ma nemmeno su questo punto la
loro testimonianza era concorde. Allora il sommo sacerdote,
levatosi in mezzo all’assemblea, interrogò Gesù dicendo: «Non
rispondi nulla? Che cosa testimoniano costoro contro di te?». Ma
egli taceva e non rispondeva nulla. Di nuovo il sommo sacerdote lo
interrogò dicendogli: «Sei tu il Cristo, il Figlio di Dio benedetto?».
Gesù rispose: «Io lo sono!

\E vedrete il Figlio dell’uomo\
\seduto alla destra della Potenza\
\e venire con le nubi del cielo\».

Allora il sommo sacerdote, stracciandosi le vesti, disse: «Che
bisogno abbiamo ancora di testimoni? Avete udito la bestemmia;
che ve ne pare?». Tutti sentenziarono che era reo di morte.
Allora alcuni cominciarono a sputargli addosso, a coprirgli il
volto, a schiaffeggiarlo e a dirgli: «Indovina». I servi intanto lo
percuotevano.

Rinnegamenti di Pietro
Mentre Pietro era giù nel cortile, venne una serva del sommo
sacerdote e, vedendo Pietro che stava a scaldarsi, lo fissò e gli
disse: «Anche tu eri con il Nazareno, con Gesù». Ma egli negò:
«Non so e non capisco quello che vuoi dire». Uscì quindi fuori del
cortile e il gallo cantò. E la serva, vedendolo, ricominciò a dire ai
presenti: «Costui è di quelli». Ma egli negò di nuovo. Dopo un
poco i presenti dissero di nuovo a Pietro: «Tu sei certo di quelli, perché
sei Galileo». Ma egli cominciò a imprecare e a giurare: «Non
conosco quell’uomo che voi dite». Per la seconda volta un gallo
cantò. Allora Pietro si ricordò di quella parola che Gesù gli aveva detto:
«Prima che il gallo canti due volte, mi rinnegherai per tre volte». E
scoppiò in pianto.

Gesù davanti a Pilato
Al mattino i sommi sacerdoti, con gli anziani, gli scribi e tutto il
sinedrio, dopo aver tenuto consiglio, misero in catene Gesù, lo
condussero e lo consegnarono a Pilato. Allora Pilato prese a
interrogarlo: «Sei tu il re dei Giudei?». Ed egli rispose: «Tu lo dici».
I sommi sacerdoti frattanto gli muovevano molte accuse. Pilato lo
interrogò di nuovo: «Non rispondi nulla? Vedi di quante cose ti
accusano!». Ma Gesù non rispose più nulla, sicché Pilato ne restò
meravigliato.
Per la festa egli era solito rilasciare un carcerato a loro richiesta.
Un tale chiamato Barabba si trovava in carcere insieme ai ribelli che
nel tumulto avevano commesso un omicidio. La folla, accorsa,
cominciò a chiedere ciò che sempre egli le concedeva. Allora Pilato
rispose loro: «Volete che vi rilasci il re dei Giudei?». Sapeva infatti
che i sommi sacerdoti glielo avevano consegnato per invidia. Ma i
sommi sacerdoti sobillarono la folla perché egli rilasciasse loro
piuttosto Barabba. Pilato replicò: «Che farò dunque di quello che
voi chiamate il re dei Giudei?». Ed essi di nuovo gridarono:
«Crocifiggilo!». Ma Pilato diceva loro: «Che male ha fatto?».
Allora essi gridarono più forte: «Crocifiggilo!». E Pilato, volendo
dar soddisfazione alla moltitudine, rilasciò loro Barabba e, dopo aver
fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso.

La corona di spine
Allora i soldati lo condussero dentro il cortile, cioè nel pretorio, e
convocarono tutta la coorte. Lo rivestirono di porpora e, dopo aver
intrecciato una corona di spine, gliela misero sul capo.
Cominciarono poi a salutarlo: «Salve, re dei Giudei!». E gli
percuotevano il capo con una canna, gli sputavano addosso e, piegando
le ginocchia, si prostravano a lui. Dopo averlo schernito, lo
spogliarono della porpora e gli rimisero le sue vesti, poi lo condussero
fuori per crocifiggerlo.

La via della croce
Allora costrinsero un tale che passava, un certo Simone di Cirene
che veniva dalla campagna, padre di Alessandro e Rufo, a portare la
croce. Condussero dunque Gesù al luogo del Gòlgota, che significa
luogo del cranio, e gli offrirono vino mescolato con mirra, ma egli
non ne prese.

La crocifissione
Poi lo crocifissero e \si divisero le sue vesti, tirando a sorte su di
esse\ quello che ciascuno dovesse prendere. Erano le nove del
mattino quando lo crocifissero. E l’iscrizione con il motivo della
condanna diceva: \Il re dei Giudei\. Con lui crocifissero anche due
ladroni, uno alla sua destra e uno alla sinistra.

Gesù in croce deriso e oltraggiato
I passanti lo insultavano e, \scuotendo il capo\, esclamavano:
«Ehi, tu che distruggi il tempio e lo riedifichi in tre giorni, salva te
stesso scendendo dalla croce!». Ugualmente anche i sommi
sacerdoti con gli scribi, facendosi beffe di lui, dicevano: «Ha salvato
altri, non può salvare se stesso! Il Cristo, il re d’Israele, scenda ora
dalla croce, perché vediamo e crediamo». E anche quelli che erano stati
crocifissi con lui lo insultavano.

La morte di Gesù
Venuto mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra, fino alle tre del
pomeriggio. Alle tre Gesù gridò con voce forte: \Eloì, Eloì, lemà
sabactàni?\, che significa: \Dio mio, Dio mio, perché mi hai
abbandonato?\ Alcuni dei presenti, udito ciò, dicevano: «Ecco,
chiama Elia!». Uno corse a inzuppare di aceto una spugna e,
postala su una canna, gli \dava da bere\, dicendo: «Aspettate, vediamo
se viene Elia a toglierlo dalla croce». Ma Gesù, dando un forte
grido, spirò.
Il velo del tempio si squarciò in due, dall’alto in basso.
Allora il centurione che gli stava di fronte, vistolo spirare in quel
modo, disse: «Veramente quest’uomo era Figlio di Dio!».

Le pie donne sul Calvario
C’erano anche alcune donne, che stavano ad osservare da
lontano, tra le quali Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo il
minore e di Ioses, e Salome, che lo seguivano e servivano quando
era ancora in Galilea, e molte altre che erano salite con lui a
Gerusalemme.

La sepoltura
Sopraggiunta ormai la sera, poiché era la Parascève, cioè la
vigilia del sabato, Giuseppe d’Arimatèa, membro autorevole del
sinedrio, che aspettava anche lui il regno di Dio, andò coraggiosamente
da Pilato per chiedere il corpo di Gesù. Pilato si meravigliò che
fosse già morto e, chiamato il centurione, lo interrogò se fosse morto da
tempo. Informato dal centurione, concesse la salma a Giuseppe.
Egli allora, comprato un lenzuolo, lo calò giù dalla croce e,
avvoltolo nel lenzuolo, lo depose in un sepolcro scavato nella roccia.
Poi fece rotolare un masso contro l’entrata del sepolcro.
Intanto Maria di Màgdala e Maria madre di Ioses stavano ad
osservare dove veniva deposto.

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