Yehoshua bar Yosef

maggio 27, 2012

Il vangelo della settimana

Filed under: Il vangelo della settimana — 100000 @ 7:17 pm

|La promessa dell’acqua viva|
Nell’ultimo giorno, il grande giorno della festa, Gesù levatosi in
piedi esclamò ad alta voce: «Chi ha sete venga a me e beva chi
crede in me; come dice la Scrittura: fiumi di acqua viva sgorgheranno
dal suo seno». Questo egli disse riferendosi allo Spirito che
avrebbero ricevuto i credenti in lui: infatti non c’era ancora lo Spirito,
perché Gesù non era stato ancora glorificato.

maggio 20, 2012

Il vangelo della settimana

Filed under: Il vangelo della settimana — 100000 @ 7:49 pm

Gesù disse loro: «Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo
ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi
non crederà sarà condannato. E questi saranno i segni che
accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i
demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano i serpenti
e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno, imporranno le
mani ai malati e questi guariranno».
Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu assunto in cielo e
sedette alla destra di Dio.
Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore
operava insieme con loro e confermava la parola con i prodigi che
l’accompagnavano.

maggio 13, 2012

Il vangelo della settimana

Filed under: Il vangelo della settimana — 100000 @ 5:22 pm

Come il Padre ha amato me, così anch’io
ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei
comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i
comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Questo vi
ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.
Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri,
come io vi ho amati. Nessuno ha un amore più grande di questo:
dare la vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se farete ciò
che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa
quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò
che ho udito dal Padre l’ho fatto conoscere a voi. Non voi avete
scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate
frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al
Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: amatevi
gli uni gli altri.

maggio 6, 2012

Il vangelo della settimana

Filed under: Il vangelo della settimana — 100000 @ 7:39 pm

La vera vita
«Io sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiolo. Ogni tralcio
che in me non porta frutto, lo toglie e ogni tralcio che porta frutto, lo
pota perché porti più frutto. Voi siete già mondi, per la parola che vi
ho annunziato. Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può
far frutto da se stesso se non rimane nella vite, così anche voi se non
rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in
lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non
rimane in me viene gettato via come il tralcio e si secca, e poi lo
raccolgono e lo gettano nel fuoco e lo bruciano. Se rimanete in me e
le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che volete e vi sarà dato.
In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e
diventiate miei discepoli.

aprile 29, 2012

Il vangelo della settimana

Filed under: Il vangelo della settimana — 100000 @ 5:48 pm

Io sono il buon pastore. Il buon pastore offre la vita
per le pecore. Il mercenario invece, che non è pastore e al quale le
pecore non appartengono, vede venire il lupo, abbandona le pecore e
fugge e il lupo le rapisce e le disperde; egli è un mercenario e non
gli importa delle pecore. Io sono il buon pastore, conosco le mie
pecore e le mie pecore conoscono me, come il Padre conosce me e
io conosco il Padre; e offro la vita per le pecore. E ho altre pecore
che non sono di quest’ovile; anche queste io devo condurre;
ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge e un solo
pastore. Per questo il Padre mi ama: perché io offro la mia vita, per
poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie, ma la offro da me
stesso, poiché ho il potere di offrirla e il potere di riprenderla di nuovo.
Questo comando ho ricevuto dal Padre mio».

aprile 22, 2012

Il vangelo della settimana

Filed under: Il vangelo della settimana — 100000 @ 4:34 pm

Essi poi riferirono ciò che era accaduto lungo la via e
come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

Gesù appare agli apostoli
Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona apparve in
mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Stupiti e spaventati credevano
di vedere un fantasma. Ma egli disse: «Perché siete turbati, e
perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i
miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha
carne e ossa come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro
le mani e i piedi. Ma poiché per la grande gioia ancora non
credevano ed erano stupefatti, disse: «Avete qui qualche cosa da
mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli
lo prese e lo mangiò davanti a loro.

Ultime istruzioni agli apostoli
Poi disse: «Sono queste le parole che vi dicevo quando ero ancora
con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella
Legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente
all’intelligenza delle Scritture e disse: «Così sta scritto: il Cristo
dovrà patire e risuscitare dai morti il terzo giorno e nel suo nome
saranno predicati a tutte le genti la conversione e il perdono dei peccati,
cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. E
io manderò su di voi quello che il Padre mio ha promesso; ma voi
restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto».

aprile 15, 2012

Il vangelo della settimana

Filed under: Il vangelo della settimana — 100000 @ 8:02 pm

Apparizione ai discepoli
La sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato, mentre
erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore
dei Giudei, venne Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!».
Detto questo, mostrò loro le mani e il costato. E i discepoli
gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a
voi! Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi». Dopo aver
detto questo, alitò su di loro e disse: «Ricevete lo Spirito Santo; a
chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete,
resteranno non rimessi».
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro
quando venne Gesù. Gli dissero allora gli altri discepoli:
«Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue
mani il segno dei chiodi e non metto il dito nel posto dei chiodi e non
metto la mia mano nel suo costato, non crederò».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con
loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, si fermò in mezzo a
loro e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qua il tuo
dito e guarda le mie mani; stendi la tua mano, e mettila nel mio costato;
e non essere più incredulo ma credente!». Rispose Tommaso: «Mio
Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, hai
creduto: beati quelli che pur non avendo visto crederanno!».

Molti altri segni fece Gesù in presenza dei suoi discepoli, ma non
sono stati scritti in questo libro. Questi sono stati scritti, perché
crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio e perché, credendo,
abbiate la vita nel suo nome.

aprile 1, 2012

Il vangelo della settimana

Filed under: Il vangelo della settimana — 100000 @ 6:24 pm

Complotto contro Gesù
Mancavano intanto due giorni alla Pasqua e agli Azzimi e i sommi
sacerdoti e gli scribi cercavano il modo di impadronirsi di lui con
inganno, per ucciderlo. Dicevano infatti: «Non durante la festa,
perché non succeda un tumulto di popolo».

L’unzione a Betània
Gesù si trovava a Betània nella casa di Simone il lebbroso. Mentre
stava a mensa, giunse una donna con un vasetto di alabastro, pieno di
olio profumato di nardo genuino di gran valore; ruppe il vasetto di
alabastro e versò l’unguento sul suo capo. Ci furono alcuni che si
sdegnarono fra di loro: «Perché tutto questo spreco di olio profumato?
Si poteva benissimo vendere quest’olio a più di trecento denari e
darli ai poveri!». Ed erano infuriati contro di lei.
Allora Gesù disse: «Lasciatela stare; perché le date fastidio? Ella
ha compiuto verso di me un’opera buona; i poveri infatti li avete
sempre con voi e potete beneficarli quando volete, me invece non mi
avete sempre. Essa ha fatto ciò ch’era in suo potere, ungendo in
anticipo il mio corpo per la sepoltura. In verità vi dico che
dovunque, in tutto il mondo, sarà annunziato il vangelo, si racconterà
pure in suo ricordo ciò che ella ha fatto».

Il tradimento di Giuda
Allora Giuda Iscariota, uno dei Dodici, si recò dai sommi
sacerdoti, per consegnare loro Gesù. Quelli all’udirlo si
rallegrarono e promisero di dargli denaro. Ed egli cercava l’occasione
opportuna per consegnarlo.

Preparativi del pasto pasquale
Il primo giorno degli Azzimi, quando si immolava la Pasqua, i
suoi discepoli gli dissero: «Dove vuoi che andiamo a preparare perché
tu possa mangiare la Pasqua?». Allora mandò due dei suoi
discepoli dicendo loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con
una brocca d’acqua; seguitelo e là dove entrerà dite al padrone di
casa: Il Maestro dice: Dov’è la mia stanza, perché io vi possa mangiare
la Pasqua con i miei discepoli? Egli vi mostrerà al piano superiore
una grande sala con i tappeti, già pronta; là preparate per noi». I
discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e
prepararono per la Pasqua.

Annunzio del tradimento di Giuda
Venuta la sera, egli giunse con i Dodici. Ora, mentre erano a
mensa e mangiavano, Gesù disse: «In verità vi dico, uno di voi, \colui
che mangia con me\, mi tradirà». Allora cominciarono a rattristarsi
e a dirgli uno dopo l’altro: «Sono forse io?». Ed egli disse loro:
«Uno dei Dodici, colui che intinge con me nel piatto. Il Figlio
dell’uomo se ne va, come sta scritto di lui, ma guai a quell’uomo dal
quale il Figlio dell’uomo è tradito! Bene per quell’uomo se non fosse
mai nato!».

Istituzione dell’Eucaristia
Mentre mangiavano prese il pane e, pronunziata la benedizione,
lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo».
Poi prese il calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti.
E disse: «Questo è il mio sangue, il sangue dell’alleanza versato
per molti. In verità vi dico che io non berrò più del frutto della vite
fino al giorno in cui lo berrò nuovo nel regno di Dio».

Predizione del rinnegamento di Pietro
E dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi.
Gesù disse loro: «Tutti rimarrete scandalizzati, poiché sta scritto:

\Percuoterò il pastore e le pecore saranno disperse.\

Ma, dopo la mia risurrezione, vi precederò in Galilea».
Allora Pietro gli disse: «Anche se tutti saranno scandalizzati, io
non lo sarò». Gesù gli disse: «In verità ti dico: proprio tu oggi, in
questa stessa notte, prima che il gallo canti due volte, mi rinnegherai
tre volte». Ma egli, con grande insistenza, diceva: «Se anche
dovessi morire con te, non ti rinnegherò». Lo stesso dicevano anche
tutti gli altri.

Al Getsèmani
Giunsero intanto a un podere chiamato Getsèmani, ed egli disse
ai suoi discepoli: «Sedetevi qui, mentre io prego». Prese con sé
Pietro, Giacomo e Giovanni e cominciò a sentire paura e angoscia.
Gesù disse loro: «La mia anima è triste fino alla morte. Restate qui
e vegliate». Poi, andato un po’ innanzi, si gettò a terra e pregava
che, se fosse possibile, passasse da lui quell’ora. E diceva: «Abbà,
Padre! Tutto è possibile a te, allontana da me questo calice! Però non
ciò che io voglio, ma ciò che vuoi tu». Tornato indietro, li trovò
addormentati e disse a Pietro: «Simone, dormi? Non sei riuscito a
vegliare un’ora sola? Vegliate e pregate per non entrare in
tentazione; lo spirito è pronto, ma la carne è debole». Allontanatosi
di nuovo, pregava dicendo le medesime parole. Ritornato li trovò
addormentati, perché i loro occhi si erano appesantiti, e non sapevano
che cosa rispondergli.
Venne la terza volta e disse loro: «Dormite ormai e riposatevi!
Basta, è venuta l’ora: ecco, il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle
mani dei peccatori. Alzatevi, andiamo! Ecco, colui che mi tradisce
è vicino».

L’arresto di Gesù
E subito, mentre ancora parlava, arrivò Giuda, uno dei Dodici, e
con lui una folla con spade e bastoni mandata dai sommi sacerdoti,
dagli scribi e dagli anziani. Chi lo tradiva aveva dato loro questo
segno: «Quello che bacerò, è lui; arrestatelo e conducetelo via sotto
buona scorta». Allora gli si accostò dicendo: «Rabbì» e lo baciò.
Essi gli misero addosso le mani e lo arrestarono. Uno dei
presenti, estratta la spada, colpì il servo del sommo sacerdote e gli
recise l’orecchio. Allora Gesù disse loro: «Come contro un
brigante, con spade e bastoni siete venuti a prendermi. Ogni giorno
ero in mezzo a voi a insegnare nel tempio, e non mi avete arrestato. Si
adempiano dunque le Scritture!».
Tutti allora, abbandonandolo, fuggirono. Un giovanetto però
lo seguiva, rivestito soltanto di un lenzuolo, e lo fermarono. Ma
egli, lasciato il lenzuolo, fuggì via nudo.

Gesù davanti al sinedrio
Allora condussero Gesù dal sommo sacerdote, e là si riunirono
tutti i capi dei sacerdoti, gli anziani e gli scribi. Pietro lo aveva
seguito da lontano, fin dentro il cortile del sommo sacerdote; e se ne
stava seduto tra i servi, scaldandosi al fuoco. Intanto i capi dei
sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano una testimonianza contro Gesù
per metterlo a morte, ma non la trovavano. Molti infatti attestavano
il falso contro di lui e così le loro testimonianze non erano concordi.
Ma alcuni si alzarono per testimoniare il falso contro di lui,
dicendo: «Noi lo abbiamo udito mentre diceva: Io distruggerò
questo tempio fatto da mani d’uomo e in tre giorni ne edificherò un
altro non fatto da mani d’uomo». Ma nemmeno su questo punto la
loro testimonianza era concorde. Allora il sommo sacerdote,
levatosi in mezzo all’assemblea, interrogò Gesù dicendo: «Non
rispondi nulla? Che cosa testimoniano costoro contro di te?». Ma
egli taceva e non rispondeva nulla. Di nuovo il sommo sacerdote lo
interrogò dicendogli: «Sei tu il Cristo, il Figlio di Dio benedetto?».
Gesù rispose: «Io lo sono!

\E vedrete il Figlio dell’uomo\
\seduto alla destra della Potenza\
\e venire con le nubi del cielo\».

Allora il sommo sacerdote, stracciandosi le vesti, disse: «Che
bisogno abbiamo ancora di testimoni? Avete udito la bestemmia;
che ve ne pare?». Tutti sentenziarono che era reo di morte.
Allora alcuni cominciarono a sputargli addosso, a coprirgli il
volto, a schiaffeggiarlo e a dirgli: «Indovina». I servi intanto lo
percuotevano.

Rinnegamenti di Pietro
Mentre Pietro era giù nel cortile, venne una serva del sommo
sacerdote e, vedendo Pietro che stava a scaldarsi, lo fissò e gli
disse: «Anche tu eri con il Nazareno, con Gesù». Ma egli negò:
«Non so e non capisco quello che vuoi dire». Uscì quindi fuori del
cortile e il gallo cantò. E la serva, vedendolo, ricominciò a dire ai
presenti: «Costui è di quelli». Ma egli negò di nuovo. Dopo un
poco i presenti dissero di nuovo a Pietro: «Tu sei certo di quelli, perché
sei Galileo». Ma egli cominciò a imprecare e a giurare: «Non
conosco quell’uomo che voi dite». Per la seconda volta un gallo
cantò. Allora Pietro si ricordò di quella parola che Gesù gli aveva detto:
«Prima che il gallo canti due volte, mi rinnegherai per tre volte». E
scoppiò in pianto.

Gesù davanti a Pilato
Al mattino i sommi sacerdoti, con gli anziani, gli scribi e tutto il
sinedrio, dopo aver tenuto consiglio, misero in catene Gesù, lo
condussero e lo consegnarono a Pilato. Allora Pilato prese a
interrogarlo: «Sei tu il re dei Giudei?». Ed egli rispose: «Tu lo dici».
I sommi sacerdoti frattanto gli muovevano molte accuse. Pilato lo
interrogò di nuovo: «Non rispondi nulla? Vedi di quante cose ti
accusano!». Ma Gesù non rispose più nulla, sicché Pilato ne restò
meravigliato.
Per la festa egli era solito rilasciare un carcerato a loro richiesta.
Un tale chiamato Barabba si trovava in carcere insieme ai ribelli che
nel tumulto avevano commesso un omicidio. La folla, accorsa,
cominciò a chiedere ciò che sempre egli le concedeva. Allora Pilato
rispose loro: «Volete che vi rilasci il re dei Giudei?». Sapeva infatti
che i sommi sacerdoti glielo avevano consegnato per invidia. Ma i
sommi sacerdoti sobillarono la folla perché egli rilasciasse loro
piuttosto Barabba. Pilato replicò: «Che farò dunque di quello che
voi chiamate il re dei Giudei?». Ed essi di nuovo gridarono:
«Crocifiggilo!». Ma Pilato diceva loro: «Che male ha fatto?».
Allora essi gridarono più forte: «Crocifiggilo!». E Pilato, volendo
dar soddisfazione alla moltitudine, rilasciò loro Barabba e, dopo aver
fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso.

La corona di spine
Allora i soldati lo condussero dentro il cortile, cioè nel pretorio, e
convocarono tutta la coorte. Lo rivestirono di porpora e, dopo aver
intrecciato una corona di spine, gliela misero sul capo.
Cominciarono poi a salutarlo: «Salve, re dei Giudei!». E gli
percuotevano il capo con una canna, gli sputavano addosso e, piegando
le ginocchia, si prostravano a lui. Dopo averlo schernito, lo
spogliarono della porpora e gli rimisero le sue vesti, poi lo condussero
fuori per crocifiggerlo.

La via della croce
Allora costrinsero un tale che passava, un certo Simone di Cirene
che veniva dalla campagna, padre di Alessandro e Rufo, a portare la
croce. Condussero dunque Gesù al luogo del Gòlgota, che significa
luogo del cranio, e gli offrirono vino mescolato con mirra, ma egli
non ne prese.

La crocifissione
Poi lo crocifissero e \si divisero le sue vesti, tirando a sorte su di
esse\ quello che ciascuno dovesse prendere. Erano le nove del
mattino quando lo crocifissero. E l’iscrizione con il motivo della
condanna diceva: \Il re dei Giudei\. Con lui crocifissero anche due
ladroni, uno alla sua destra e uno alla sinistra.

Gesù in croce deriso e oltraggiato
I passanti lo insultavano e, \scuotendo il capo\, esclamavano:
«Ehi, tu che distruggi il tempio e lo riedifichi in tre giorni, salva te
stesso scendendo dalla croce!». Ugualmente anche i sommi
sacerdoti con gli scribi, facendosi beffe di lui, dicevano: «Ha salvato
altri, non può salvare se stesso! Il Cristo, il re d’Israele, scenda ora
dalla croce, perché vediamo e crediamo». E anche quelli che erano stati
crocifissi con lui lo insultavano.

La morte di Gesù
Venuto mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra, fino alle tre del
pomeriggio. Alle tre Gesù gridò con voce forte: \Eloì, Eloì, lemà
sabactàni?\, che significa: \Dio mio, Dio mio, perché mi hai
abbandonato?\ Alcuni dei presenti, udito ciò, dicevano: «Ecco,
chiama Elia!». Uno corse a inzuppare di aceto una spugna e,
postala su una canna, gli \dava da bere\, dicendo: «Aspettate, vediamo
se viene Elia a toglierlo dalla croce». Ma Gesù, dando un forte
grido, spirò.
Il velo del tempio si squarciò in due, dall’alto in basso.
Allora il centurione che gli stava di fronte, vistolo spirare in quel
modo, disse: «Veramente quest’uomo era Figlio di Dio!».

Le pie donne sul Calvario
C’erano anche alcune donne, che stavano ad osservare da
lontano, tra le quali Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo il
minore e di Ioses, e Salome, che lo seguivano e servivano quando
era ancora in Galilea, e molte altre che erano salite con lui a
Gerusalemme.

La sepoltura
Sopraggiunta ormai la sera, poiché era la Parascève, cioè la
vigilia del sabato, Giuseppe d’Arimatèa, membro autorevole del
sinedrio, che aspettava anche lui il regno di Dio, andò coraggiosamente
da Pilato per chiedere il corpo di Gesù. Pilato si meravigliò che
fosse già morto e, chiamato il centurione, lo interrogò se fosse morto da
tempo. Informato dal centurione, concesse la salma a Giuseppe.
Egli allora, comprato un lenzuolo, lo calò giù dalla croce e,
avvoltolo nel lenzuolo, lo depose in un sepolcro scavato nella roccia.
Poi fece rotolare un masso contro l’entrata del sepolcro.
Intanto Maria di Màgdala e Maria madre di Ioses stavano ad
osservare dove veniva deposto.

marzo 25, 2012

Il vangelo della settimana

Filed under: Il vangelo della settimana — 100000 @ 6:12 pm

Gesù annunzia la sua glorificazione attraverso la morte
Tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa, c’erano
anche alcuni Greci. Questi si avvicinarono a Filippo, che era di
Betsàida di Galilea, e gli chiesero: «Signore, vogliamo vedere Gesù».
Filippo andò a dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono a
dirlo a Gesù. Gesù rispose: «È giunta l’ora che sia glorificato il
Figlio dell’uomo. In verità, in verità vi dico: se il chicco di grano
caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto
frutto. Chi ama la sua vita la perde e chi odia la sua vita in questo
mondo la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuol servire mi
segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servo. Se uno mi serve, il
Padre lo onorerà. Ora l’anima mia è turbata; e che devo dire?
Padre, salvami da quest’ora? Ma per questo sono giunto a quest’ora!
Padre, glorifica il tuo nome». Venne allora una voce dal cielo:
«L’ho glorificato e di nuovo lo glorificherò!».
La folla che era presente e aveva udito diceva che era stato un
tuono. Altri dicevano: «Un angelo gli ha parlato». Rispose Gesù:
«Questa voce non è venuta per me, ma per voi. Ora è il giudizio di
questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori.
Io, quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a me». Questo
diceva per indicare di qual morte doveva morire.

marzo 18, 2012

Il vangelo della settimana

Filed under: Il vangelo della settimana — 100000 @ 8:14 pm

E come Mosè
innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio
dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna».
Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio
unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita
eterna. Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il
mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui. Chi crede in
lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché
non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio. E il giudizio
è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno preferito le
tenebre alla luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque
infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano
svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché
appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio.

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