Yehoshua bar Yosef

Novembre 8, 2009

Il vangelo della settimana

Archiviato in: Il vangelo della settimana — 100000 @ 1:08 pm

Gli scribi giudicati da Gesù
Diceva loro mentre insegnava: «Guardatevi dagli scribi, che
amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze,
avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti.
Divorano le case delle vedove e ostentano di fare lunghe preghiere;
essi riceveranno una condanna più grave».

L’obolo della vedova
E sedutosi di fronte al tesoro, osservava come la folla gettava
monete nel tesoro. E tanti ricchi ne gettavano molte. Ma venuta una
povera vedova vi gettò due spiccioli, cioè un quattrino. Allora,
chiamati a sé i discepoli, disse loro: «In verità vi dico: questa vedova
ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Poiché tutti hanno dato del
loro superfluo, essa invece, nella sua povertà, vi ha messo tutto quello
che aveva, tutto quanto aveva per vivere».

Novembre 1, 2009

Il vangelo della settimana

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Le beatitudini

Vedendo le folle, Gesù salì sulla montagna e, messosi a sedere,
gli si avvicinarono i suoi discepoli. Prendendo allora la parola, li
ammaestrava dicendo:

«Beati i poveri in spirito,
di essi è il regno dei cieli.
Beati gli afflitti,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché erediteranno la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per causa della giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.

Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e,
mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia.
Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa
nei cieli. Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi.

Ottobre 25, 2009

Il vangelo della settimana

Archiviato in: Il vangelo della settimana — Nessuno @ 4:48 pm

In verità, in verità vi dico: anche chi crede in me, compirà le
opere che io compio e ne farà di più grandi, perché io vado al Padre.
Qualunque cosa chiederete nel nome mio, la farò, perché il Padre
sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio
nome, io la farò.
Se mi amate, osserverete i miei comandamenti. Io pregherò il
Padre ed egli vi darà un altro Consolatore perché rimanga con voi per
sempre, lo Spirito di verità che il mondo non può ricevere, perché
non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché egli dimora
presso di voi e sarà in voi. Non vi lascerò orfani, ritornerò da voi.
Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi
vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che
io sono nel Padre e voi in me e io in voi. Chi accoglie i miei
comandamenti e li osserva, questi mi ama. Chi mi ama sarà amato dal
Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui».
Gli disse Giuda, non l’Iscariota: «Signore, come è accaduto che
devi manifestarti a noi e non al mondo?». Gli rispose Gesù: «Se
uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi
verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama
non osserva le mie parole; la parola che voi ascoltate non è mia, ma del
Padre che mi ha mandato.

Ottobre 18, 2009

Il vangelo della settimana

Archiviato in: Il vangelo della settimana — Nessuno @ 4:17 pm

La domanda dei figli di Zebedèo
E gli si avvicinarono Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedèo,
dicendogli: «Maestro, noi vogliamo che tu ci faccia quello che ti
chiederemo». Egli disse loro: «Cosa volete che io faccia per voi?».
Gli risposero: «Concedici di sedere nella tua gloria uno alla tua
destra e uno alla tua sinistra». Gesù disse loro: «Voi non sapete ciò
che domandate. Potete bere il calice che io bevo, o ricevere il battesimo
con cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù
disse: «Il calice che io bevo anche voi lo berrete, e il battesimo che io
ricevo anche voi lo riceverete. Ma sedere alla mia destra o alla mia
sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato
preparato».

I capi devono servire
All’udire questo, gli altri dieci si sdegnarono con Giacomo e
Giovanni. Allora Gesù, chiamatili a sé, disse loro: «Voi sapete che
coloro che sono ritenuti capi delle nazioni le dominano, e i loro grandi
esercitano su di esse il potere. Fra voi però non è così; ma chi vuol
essere grande tra voi si farà vostro servitore, e chi vuol essere il
primo tra voi sarà il servo di tutti. Il Figlio dell’uomo infatti non è
venuto per essere servito, ma per servire e dare la propria vita in
riscatto per molti».

Ottobre 11, 2009

Il vangelo della settimana

Archiviato in: Il vangelo della settimana — 100000 @ 6:53 am

L’uomo ricco
Mentre usciva per mettersi in viaggio, un tale gli corse incontro
e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono,
che cosa devo fare per avere la vita eterna?». Gesù gli disse:
«Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu
conosci i comandamenti: Non uccidere, non commettere adulterio, non
rubare, non dire falsa testimonianza, non frodare, onora il padre e la
madre».
Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate
fin dalla mia giovinezza». Allora Gesù, fissatolo, lo amò e gli
disse: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dállo ai
poveri e avrai un tesoro in cielo; poi vieni e seguimi». Ma egli,
rattristatosi per quelle parole, se ne andò afflitto, poiché aveva molti
beni.

Il pericolo delle ricchezze
Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli:
«Quanto difficilmente coloro che hanno ricchezze entreranno nel regno
di Dio!». I discepoli rimasero stupefatti a queste sue parole; ma
Gesù riprese: «Figlioli, com’è difficile entrare nel regno di Dio! È
più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco
entri nel regno di Dio». Essi, ancora più sbigottiti, dicevano tra
loro: «E chi mai si può salvare?». Ma Gesù, guardandoli, disse:
«Impossibile presso gli uomini, ma non presso Dio! Perché tutto è
possibile presso Dio».

Ricompensa promessa alla rinuncia
Pietro allora gli disse: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti
abbiamo seguito». Gesù gli rispose: «In verità vi dico: non c’è
nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o
figli o campi a causa mia e a causa del vangelo, che non riceva già
al presente cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e
campi, insieme a persecuzioni, e nel futuro la vita eterna.

Ottobre 4, 2009

Il vangelo della settimana

Archiviato in: Il vangelo della settimana — 100000 @ 11:25 am

Questione sul divorzio
Partito di là, si recò nel territorio della Giudea e oltre il Giordano.
La folla accorse di nuovo a lui e di nuovo egli l’ammaestrava, come era
solito fare. E avvicinatisi dei farisei, per metterlo alla prova, gli
domandarono: «È lecito ad un marito ripudiare la propria moglie?».
Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?». Dissero:
«Mosè ha permesso di \scrivere un atto di ripudio e di rimandarla\».
Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi
questa norma. Ma all’inizio della creazione Dio li \creò maschio e
femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e i due
saranno una carne sola\. Sicché non sono più due, ma una sola
carne. L’uomo dunque non separi ciò che Dio ha congiunto».
Rientrati a casa, i discepoli lo interrogarono di nuovo su questo
argomento. Ed egli disse: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa
un’altra, commette adulterio contro di lei; se la donna ripudia il
marito e ne sposa un altro, commette adulterio».

Gesù e i bambini
Gli presentavano dei bambini perché li accarezzasse, ma i
discepoli li sgridavano. Gesù, al vedere questo, s’indignò e disse
loro: «Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite,
perché a chi è come loro appartiene il regno di Dio. In verità vi
dico: Chi non accoglie il regno di Dio come un bambino, non entrerà in
esso». E prendendoli fra le braccia e ponendo le mani sopra di loro
li benediceva.

Settembre 27, 2009

Il vangelo della settimana

Archiviato in: Il vangelo della settimana — Nessuno @ 7:31 pm

Uso del nome di Gesù
Giovanni gli disse: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava i
demòni nel tuo nome e glielo abbiamo vietato, perché non era dei
nostri». Ma Gesù disse: «Non glielo proibite, perché non c’è
nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito dopo possa
parlare male di me. Chi non è contro di noi è per noi.

Carità verso i discepoli
Chiunque vi darà da bere un bicchiere d’acqua nel mio nome
perché siete di Cristo, vi dico in verità che non perderà la sua
ricompensa.

Lo scandalo
Chi scandalizza uno di questi piccoli che credono, è meglio per
lui che gli si metta una macina da asino al collo e venga gettato nel
mare. Se la tua mano ti scandalizza, tagliala: è meglio per te
entrare nella vita monco, che con due mani andare nella Geenna, nel
fuoco inestinguibile. Se il tuo piede ti scandalizza, taglialo: è
meglio per te entrare nella vita zoppo, che esser gettato con due piedi
nella Geenna. Se il tuo occhio ti scandalizza, cavalo: è meglio
per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, che essere gettato
con due occhi nella Geenna, dove il loro verme non muore e il
fuoco non si estingue. Perché ciascuno sarà salato con il fuoco.
Buona cosa il sale; ma se il sale diventa senza sapore, con che cosa
lo salerete? Abbiate sale in voi stessi e siate in pace gli uni con gli
altri».

Settembre 20, 2009

Il vangelo della settimana

Archiviato in: Il vangelo della settimana — Nessuno @ 6:09 pm

Secondo annunzio della passione
Partiti di là, attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che
alcuno lo sapesse. Istruiva infatti i suoi discepoli e diceva loro: «Il
Figlio dell’uomo sta per esser consegnato nelle mani degli uomini e lo
uccideranno; ma una volta ucciso, dopo tre giorni, risusciterà».
Essi però non comprendevano queste parole e avevano timore di
chiedergli spiegazioni.

Chi è il più grande?
Giunsero intanto a Cafàrnao. E quando fu in casa, chiese loro:
«Di che cosa stavate discutendo lungo la via?». Ed essi tacevano.
Per la via infatti avevano discusso tra loro chi fosse il più grande.
Allora, sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: «Se uno vuol
essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servo di tutti». E, preso un
bambino, lo pose in mezzo e abbracciandolo disse loro:
«Chi accoglie uno di questi bambini nel mio nome, accoglie me;
chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato».

Settembre 12, 2009

Il vangelo della settimana

Archiviato in: Il vangelo della settimana — Nessuno @ 6:44 pm

Professione di fede di Pietro
Poi Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a
Cesarèa di Filippo; e per via interrogava i suoi discepoli dicendo: «Chi
dice la gente che io sia?». Ed essi gli risposero: «Giovanni il
Battista, altri poi Elia e altri uno dei profeti». Ma egli replicò: «E
voi chi dite che io sia?». Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo». E
impose loro severamente di non parlare di lui a nessuno.

Primo annunzio della passione
E cominciò a insegnar loro che il Figlio dell’uomo doveva molto
soffrire, ed essere riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli
scribi, poi venire ucciso e, dopo tre giorni, risuscitare. Gesù faceva
questo discorso apertamente. Allora Pietro lo prese in disparte, e si
mise a rimproverarlo. Ma egli, voltatosi e guardando i discepoli,
rimproverò Pietro e gli disse: «Lungi da me, satana! Perché tu non
pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini».

Condizioni per seguire Gesù
Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: «Se
qualcuno vuol venire dietro di me rinneghi se stesso, prenda la sua
croce e mi segua. Perché chi vorrà salvare la propria vita, la
perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del vangelo, la
salverà.

Settembre 6, 2009

Il vangelo della settimana

Archiviato in: Il vangelo della settimana — Nessuno @ 5:46 pm

Guarigione di un sordomuto

Di ritorno dalla regione di Tiro, passò per Sidone, dirigendosi
verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decàpoli. E gli
condussero un sordomuto, pregandolo di imporgli la mano. E
portandolo in disparte lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi
e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo,
emise un sospiro e disse: «Effatà» cioè: «Apriti!». E subito gli si
aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava
correttamente. E comandò loro di non dirlo a nessuno. Ma più egli
lo raccomandava, più essi ne parlavano e, pieni di stupore,
dicevano: «Ha fatto bene ogni cosa; fa udire i sordi e fa parlare i
muti!».

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