Yehoshua bar Yosef

gennaio 17, 2010

Il vangelo della settimana

Filed under: Il vangelo della settimana — Nessuno @ 3:34 pm

Le nozze di Cana
Tre giorni dopo, ci fu uno sposalizio a Cana di Galilea e c’era la
madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi
discepoli. Nel frattempo, venuto a mancare il vino, la madre di Gesù
gli disse: «Non hanno più vino». E Gesù rispose: «Che ho da fare
con te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora». La madre dice ai
servi: «Fate quello che vi dirà».
Vi erano là sei giare di pietra per la purificazione dei Giudei,
contenenti ciascuna due o tre barili. E Gesù disse loro: «Riempite
d’acqua le giare»; e le riempirono fino all’orlo. Disse loro di nuovo:
«Ora attingete e portatene al maestro di tavola». Ed essi gliene
portarono. E come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, il
maestro di tavola, che non sapeva di dove venisse (ma lo sapevano i
servi che avevano attinto l’acqua), chiamò lo sposo e gli disse:
«Tutti servono da principio il vino buono e, quando sono un po’ brilli,
quello meno buono; tu invece hai conservato fino ad ora il vino buono».
Così Gesù diede inizio ai suoi miracoli in Cana di Galilea,
manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.
Dopo questo fatto, discese a Cafàrnao insieme con sua madre, i
fratelli e i suoi discepoli e si fermarono colà solo pochi giorni.

12 commenti »

  1. Ciao. Ho letto un po’ l’introduzione al blog ed il tuo pecorso. Ognuno ha il suo percorso finché non giunge alla Verità. Per me Yehoshua conta tantissimo, tutto potrei dire.

    Ci sono dei punti di contatto tra le tue riflessioni e le mie ed abbiamo anche qualche frequentazione internettiana in comune, Claudio della Valle: ti ho trovato attraverso il suo blog.

    Bel vangelo quello delle nozze di Cana. Il banchetto nuziale è simbolo biblico per eccellenza. Gli otri vuoti sono le persone. L’acqua è la Parola di Dio e il vino lo Spirito di Dio.
    La madre di Gesù in questo brano potrebbe essere proprio simbolo dello Spirito Santo, diventato di genere neutro nel latino, maschile italiano ma assimilabile alla Sapienza di Dio, colomba che discende dal cielo, elemento “femminile” di Dio, di cui le nostre anime una volta rigenerate o nate dall’alto sono le figlie e, al tempo stesso, spose di Gesù, il Figlio maschio.

    Sono simboli ma sono fondamentali.

    P.S. In quale fase del percorso sei in questo momento?

    Anna

    Commento di annac2 — gennaio 26, 2010 @ 9:51 am

    • Sto nella fase di assimilazione. Ho appreso molto e in poco tempo, devo smaltire e fare mie le informazioni.

      Il miracolo delle nozze di Cana compare in un solo vangelo. E’ ovvio che ha un’importanza simbolica, come dici tu, più che reale. Ognuno poi lo interpreta a modo suo. Per me è più importante quando Gesù parla e spiega di quando vengono narrati questi miracoli o storie di discendenza o altro.

      Non penso che abbiamo frequentazioni internettiane in comune (non so chi sia quel Claudio) ma se ti piace parlare con me possiamo rimediare subito.

      Commento di 100000 — gennaio 26, 2010 @ 9:58 am

  2. Forse non si tratta di una vera e propria frequentazione ma vi siete confrontati su un tema http://vangelo.wordpress.com/2008/06/18/iside-la-madre-di-dio-vergine-madre-e-regina-del-cielo-la-maria-dei-cristiani/#comment- e nel suo blog ho trovato un link al tuo.

    Anna

    Commento di annac2 — gennaio 26, 2010 @ 10:16 am

    • Non lo ricordavo… anche perchè ora come ora stare ancora a parlare di Maria mi sa di perdita di tempo.

      Prima studiavo le contraddizioni in funzione dei dubbi. Facendo questo ho appreso che le contraddizioni erano dovute a semplici “invenzioni” realizzate nel tempo e totalmente inutili ai fini della parola di Gesù. Una volta appurato questo si và oltre, non si ristagna sulle cose apprese.

      Mi spiego meglio. Se tu hai sete, vuoi l’acqua, non vuoi di certo lo scienziato che ti spiega cos’è l’acqua. In altre parole, se tu vuoi la serenità e aneli al tuo perfezionamento interiore, cercherai la verità, non le storielle dei re magi, di vergini partorienti, degli angeli, dell’acqua che diventa vino, ecc… Queste sono solo il contorno ad una sostanza che con il tempo è passata in secondo piano se non totalmente eclissata: Quello che diceva Yehoshua. Non è importante Yehoshua, ma quello che diceva. Non ci si salva “credendo a Yehoshua”, ci si perfeziona “ascoltando Yehoshua” (e non solo).

      Di Maria… non me ne frega nulla, è inutile. E’ solo fumo per chi non ricerca il perfezionamento ma “il culto”.

      Leggi cosa diceva De Mello:

      “Dopo lunghi anni di lavoro, un inventore scoprì l’arte di accendere il fuoco. Portò con sè i suoi attrezzi nelle regioni del Nord ammantate di neve e insegnò a una tribù quell’arte e i suoi vantaggi. La gente era così affascinata da quella novità che a nessuno venne in mente di ringraziare l’inventore, il quale, un giorno se ne andò in silenzio.
      La seconda tribù presso cui si recò era altrettanto ansiosa di imparare della prima.
      Ma i preti locali, gelosi dell’ascendente che egli esercitava sul popolo, lo fecero assassinare. Per sviare i sospetti, fecero collocare un ritratto del Gran Inventore in bella vista sull’altare del tempio,studiarono una speciale liturgia che rendesse omaggio al suo nome e ne mantenesse vivo il ricordo e posero la massima cura nell’evitare che si modificasse o omettesse anche una sola virgola di tale liturgia.
      Gli attrezzi per accendere il fuoco furono conservati in uno scrigno e si diceva che avessero il potere di guarire tutti coloro che vi ponevano sopra le mani con spirito di fede.
      Il sommo sacerdote si incaricò personalmente di redigere una biografia dell’inventore, il Libro Sacro in cui venivano presentate la Sua tenerezza e la Sua generosità come esempio da imitare per tutti, si tesseva l’elogio delle Sue opere grandiose e la sua origine soprannaturale era diventata articolo di fede.
      I preti si occuparono di tramandare il libro alle generazioni successive, mentre interpretavano con autorevolezza il senso delle sue parole e il significato profondo della santità della Sua vita e della Sua morte.
      Chiunque si discostasse dai Suoi insegnamenti veniva punito senza pietà con la tortura o il rogo o la scomunica.
      Assorta com’era nelle attività religiose la gente finì per dimenticare come si accendeva il fuoco.”

      Commento di 100000 — gennaio 26, 2010 @ 10:27 am

      • Citazione: Non è importante Yehoshua, ma quello che diceva. Non ci si salva “credendo a Yehoshua”, ci si perfeziona “ascoltando Yehoshua”

        Non lo metto in dubbio ma non vedo contraddizione tra i due aspetti, sono due facce della stessa medaglia. Del resto, proprio Yehoshua diceva: Giovanni 15:5
        Io sono la vite, voi siete i tralci. Colui che dimora in me e nel quale io dimoro, porta molto frutto; perché senza di me non potete far nulla.
        e tutto il capitolo 15 esprime lo stesso concetto: dimorare in Gesù e far dimorare la Sua parola in noi.

        Se riporti il vangelo della settimana, oltretutto in linea con il calendario liturgico cattolico, vuol dire che queste parole hanno un significato (sebbene non l’unico) anche per te o sbaglio?

        Commento di annac2 — gennaio 26, 2010 @ 11:52 am

  3. Non lo metto in dubbio ma non vedo contraddizione tra i due aspetti, sono due facce della stessa medaglia.

    Immagina di avere fame e di non saper cucinare. Vai da un cuoco per imparare a cucinare. Te ne freghi del cuoco e della storia del cuoco, se è nato nello spazio o tramuta le patatine fritte in confetti al cioccolato. Tu vuoi imparare a cucinare per conto tuo per poterti sfamare. Il tuo interesse è perfezionarti nella cucina, non andare a pregare la statua del cuoco.

    Se riporti il vangelo della settimana, oltretutto in linea con il calendario liturgico cattolico, vuol dire che queste parole hanno un significato (sebbene non l’unico) anche per te o sbaglio?

    Sono spunti di riflessione. E’ come aprire i vangeli a caso e scegliere una lettura (come faceva Giovanni Bernardone alias San Francesco).

    Commento di 100000 — gennaio 26, 2010 @ 12:08 pm

  4. L’essere umano è un essere relazionale e da sempre l’uomo cerca la relazione con Dio, oltre che mangiare i Suoi frutti.

    Non si deve parlare con la statua del cuoco perché la statua del cuoco non vede e non sente ma il cuoco sì. Possiamo nutrirci in vari modi, dal fast food al ristorante francese a quello cinese ma se scegliamo e frequentiamo il “cuoco” di nostro gradimento potremo imparare a preparare anche per altri e così via.

    Commento di annac2 — gennaio 26, 2010 @ 12:31 pm

  5. Non credo si possa definire Dio un concetto ma si possono avere delle concezioni riguardo a Dio. Alla fine ognuno finisce per credere nel Dio che si merita (un po’ come succede per i governi ;-) )
    Tu spesso parli di Verità, Gesù si dfiniva la Via, la Verità e la Vita. Nulla di statico o di precostruito ma eterno e dinamico al tempo stesso, senza fare il buco nel pavimento come il mulo che gira intorno alla macina.
    Se Gesù fosse solo un grande uomo e profeta ebraico, la storia ne conta tanti di tali personaggi e per certi versi i loro scritti sono anche più interessanti se ci si ferma a considerazioni strettamente razionali. Il mondo ebraico è pieno di rabbi e profeti che hanno seguaci e discepoli. Se ci soffermiamo su Gesù, dobbiamo essere disposti anche ad accettare il suo messaggio con tutte le implicazioni che questo comporta.
    Il che non signifca appartenere a chiese o denominazioni e praticare culti o devozioni particolari.
    Qualche tempo fa ho trovato questa distinzione e mi piace: Religione è tutto quello che l’uomo deve fare per Dio; Fede è tutto ciò che Dio fa per l’uomo.

    Commento di annac2 — gennaio 26, 2010 @ 2:26 pm

    • Non sono d’accordo. Ma ognuno la pensa come vuole.

      Ora non ho tempo ma ritengo che sia inutile confutare quello che dici (e che potrei farlo), perchè ci credi senza il minimo dubbio. Il dubbio è l’opposto della fede cieca (ossia del fanatismo). Il dubbio è alla base del perfezionamento, si cerca perchè si sa di non sapere. Chi sa tutto per “fede” non cerca. Gesù era il primo a spronare la ricerca e a dare peso ai dubbi.

      Commento di 100000 — gennaio 26, 2010 @ 2:52 pm

  6. Citazione: Il dubbio è l’opposto della fede cieca (ossia del fanatismo). Il dubbio è alla base del perfezionamento, si cerca perchè si sa di non sapere. Chi sa tutto per “fede” non cerca.

    Da quel he scrivi sembra che sia piuttosto tu a sapere tutto e a non avere dubbi. Pensi di conoscere, dopo un brevissimo scambio di opinioni, anche la mia vita e il mio percorso e da dove provenga quella che tu chiami fede cieca e che equipari al fanatismo. Non c’è problema, ti lascio ai tuoi legittimi dubbi e mi tengo la mia fede, faticosamente conquistata e riconquistata, seppure ad un certo punto ci si può rendere conto che è un dono da accettare. I percorsi possono farsi sia nella fede che nel dubbio. Dubbio è anche il contrario di verità e Gesù ci ha detto anche che conosceremo la Verità e la Verità ci renderà liberi. Ti auguro di trovarla.

    Potrei aggiungere altro ma preferisco di no. Solo un’ultima cosa: non dobbiamo solo preoccuparci di conoscere ma asicurarci anche di essere conosciuti. Probabilmente, ho qualche anno in più di te, forse tanti (ho quasi 44 anni) e anche per questo mi trovo in una fase diversa dalla tua ma non ti giudico né ti critico ma prendo atto che non ti interessa il dialogo.

    Commento di annac2 — gennaio 26, 2010 @ 4:27 pm

    • Tu questo lo chiami dialogo?

      Sono felice per te se, credendo di aver ragione, sei contenta.

      Commento di 100000 — gennaio 26, 2010 @ 8:32 pm


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