Fr. Anthony de Mello, S.J. (1931—1987) era un prete gesuita e psicoterapeuta che divenne famoso per i suoi libri sulla spiritualità.
Organizzava molti ritiri spirituali ed era considerato un oratore pubblico di qualità. Padre de Mello nacque a Santa Cruz, un sobborgo di Mumbai in India.
Viaggiò in parecchi paesi per studiare e più tardi per insegnare, principalmente in Spagna e negli Stati Uniti.
De Mello fondò un centro di preghiera in India.
Morì improvvisamente nel 1987. I suoi lavori sono ancora ristampati e scritti inediti sono stati pubblicati dopo la sua morte.
Nel 1998, dopo la sua morte, alcune delle sue opinioni furono condannate dalla Congregazione della Dottrina della Fede. L’allora cardinale Joseph Ratzinger, che più tardi diventò Papa Benedetto XVI, scrisse per la Congregazione: «Ma già in alcuni passaggi di suoi lavori giovanili e maggiormente nelle sue ultime pubblicazioni, si nota un progressivo allontanamento dai contenuti essenziali della fede cristiana. … Con la presente Notifica, nell’ottica di proteggere il buono del fedel cristiano, questa Congregazione dichiara che le posizioni summenzionate sono incompatibili con la fede cattolica e possono causare grande danno.»
La scomunica fu più tardi sospesa anche se nei suoi libri fu inserito al termine una Notifica: «I libri di Padre Anthony de Mello sono stati scritti in un contesto multi-religioso per aiutare i fedeli di altre religioni, agnostici ed atei nella loro ricerca spirituale, e non erano intesi dall’autore del manuale come istruzioni per i fedeli cattolici nel dogma o nella dottrina cristiano-cattolica.»
Noncuranti della Scomunica e della successiva Notifica, i suoi scritti erano disponibili in molte librerie cattoliche e vengono letti e rispettati da molti cattolici e da fedeli di altre denominazioni cristiane.
Esempi scelti da me, delle splendide cose scritte da quest’ uomo:
- “-Una volta un contadino trovò un uovo di aquila e lo mise nel nido delle sue galline nella baracca. L’uovo si dischiuse e l’aquilotto crebbe credendo di essere una gallina. Annaspava per terra in cerca di vermi e si rotolava nella polvere come le galline. Un bel giorno guardò per aria e vide un bellissimo uccello dorato che scivolava senza sforzo nel cielo terso e blu. “Cos’è quello?”, chiese a voce alta. “Quella è l’aquila, la regina degli uccelli”, risposero le altre galline. “Essa appartiene al cielo. Noi galline apparteniamo alla terra”. Così l’aquilotto visse e morì da gallina, perché era convinto di essere tale-”.
- Un viaggiatore disse a uno dei discepoli:
“Sono venuto da molto lontano
per ascoltare il maestro,
ma non trovo niente
di straordinario nelle sue parole”.
“Non ascoltare le sue parole. Ascolta il suo messaggio”.
“E come si fa?”
“Afferra una frase che
lui dice. Scuotila bene
finché tutte le parole cadono.
Ciò che rimarrà infiammerà
il tuo cuore”. - “Quando il guru si sedeva per le funzioni religiose, ogni sera
arrivava il gatto del santuario e distraeva i fedeli.
Così egli ordinò che durante le fuzioni serali
il gatto venisse legato.
Molto tempo dopo la morte del guru
si continuava a legare il gatto
durante le funzioni serali.
E quando alla fine il gatto morì,
portarono al santuario un’ altro gatto
per legarlo debitamente
durante le funzioni serali.
Secoli dopo i discepoli del guru
scrissero dotti trattati
sul ruolo essenziale di un gatto
in ogni funzione correttamente condotta”. - La vita è un mistero, il che significa che la mente razionale non è in grado di comprenderla. Per questo dovete svegliarvi, e improvvisamente vi renderete conto che la realtà non è problematica: il problema siete voi.
- La Vita non dice nulla, mostra tutto.
- Quando guardiamo una persona, in realtà non vediamo quella persona: pensiamo soltanto di vederla. Quel che vediamo è qualcosa che abbiamo fissato nella nostra mente. Riceviamo un’impressione e ci atteniamo a quell’impressione, continuando a guardare quella persona attraverso il filtro di quell’impressione. E questo lo facciamo quasi con tutto.
- Ogni volta che si rinuncia a qualcosa, si rimane legati per sempre all’oggetto della rinuncia.
- Puoi vivere realmente soltanto il presente.
- “Mi sento bene perché il mondo va bene”. Sbagliato! Il mondo va bene perché io mi sento bene.
- Chiedi a una persona serena: “Perché sei felice?”, e lei ti risponderà: “Perché no?”.
- Quando ascolti, cerchi solo conferma di ciò che già pensi? O ascolti per scoprire qualcosa di nuovo?
- Felicità e assuefazione (cioè dipendenza) non possono coesistere.
- È sbagliato pensare di poter raggiungere e afferrare la felicità. La felicità non si può conseguire in se stessa perché non è un oggetto ma un cammino.
- La tua felicità non può dipendere dal giudizio della gente.
- Quando capirete che nulla può farvi del male, allora sarete veramente felici.
- La felicità dipende dalla consapevolezza.
- La sofferenza, il dolore, la tristezza, la depressione ci legano a sé tenendoci prigionieri. La felicità ci libera.
- Se davvero sapessi godere della vita e dei semplici piaceri dei sensi! Rimarresti di stucco.
- Pur sperando in qualcosa di meglio, non dimenticare che già adesso stai bene, anche senza saperlo.
- Confucio ha detto: “Chi vuole essere felice deve cambiare spesso”. Se vuoi essere felice, segui il flusso della vita!
- Il contatto con la realtà, istante per istante, porta alla felicità.
- Un bel lavoro, la fama, una splendida reputazione non hanno assolutamente nulla a che vedere con la felicità. Nulla!
- Non lasciarti contaminare da ciò che accade: solo così troverai la pace e la felicità.
- Ben presto ti stancherai di un’emozione, mentre la vera gioia non stanca mai.
- I concetti sono sempre congelati, mentre la realtà scorre.
- La vita eterna è adesso, nell’attimo presente, senza tempo.
- Non c’è spazio per la felicità in un cuore in cui l’attaccamento alle cose prevale sulla libertà.
- Se vogliamo essere felici, possiamo esserlo immediatamente, perché la felicità sta nel presente.
- La fede che crede che tutto è nelle mani di Dio ci dona la felicità.
- Per essere felici bisogna staccarsi dalle cose.
- Non confondere la felicità con l’emozione!
- Che assurdità dire: “Finché non avrò quello che desidero, non potrò essere felice”.
- La tua infelicità è causata dai tuoi schemi mentali.
- Noi siamo circondati da gioia, felicità, amore. Ma la maggior parte della gente non ne ha la più pallida idea.
- Quando capirai chi sei, non sarai più lo stesso, niente potrà più toccarti, e nessuno potrà farti del male.
- Spesso le persone non vogliono crescere davvero, non vogliono cambiare, cioè non vogliono essere felici.
- Ogni volta che sei infelice, aggiungi alla realtà una reazione negativa.
- Identificarsi con il denaro, il lavoro o la posizione sociale è un grave errore.
- Le persone sono infelici quando si identificano con un’etichetta.
- In genere si crede che i soldi, il potere, la rispettabilità possano rendere felici: di fatto non è così.
- La verità non è una cosa da cercare. Se tu smettessi di essere dogmatico, te ne accorgeresti.
- Quando conosci la verità solo nella tua testa, non cambi. Quando la percepisci anche nel corpo e nello spirito, inizi a cambiare.
- Liberati dall’atteggiamento di chi vede solo e unicamente se stesso: solo così troverai la felicità.
- La sofferenza nasce quando ti scontri con la realtà, quando la tua falsità si scontra con la verità.
- Ogni grande idea è partita da una minoranza costituita da una persona.
- È umano provare emozioni negative, ma non bisogna farle prevalere.
- L’ultimo approdo della conoscenza è sapere che non sappiamo.
- La pace è un dono. Non possiamo produrla, possiamo solo disporre i nostri cuori a riceverla.
- Fà un elenco delle cose che non ti piacciono e di ognuna dì: “Passerà!”
- Un’azione, come pregare o fare l’elemosina, smette di essere bella quando diventa un’abitudine.
- Perché gli uomini sono tristi? Perché hanno idee distorte e atteggiamenti sbagliati.
- La verità non si trova mai nei lunghi ragionamenti. Si scopre all’improvviso.
- Nessun altro può capire al posto tuo. Sei tu a dover cercare, capire, conoscere.
- Puoi essere felice anche convivendo con l’ansia.
- Non guardare alle cose attraverso il filtro dei tuoi concetti: ogni cosa diventerà unica, autentica, e non ti annoierai mai.
- I vincoli danneggiano i rapporti e non danno la felicità.
- La gioia non ha niente a che vedere con i condizionamenti esterni.
- Molte persone non sono felici perché impongono condizioni alla propria felicità.
- Man mano che le illusioni si sbriciolano, si inizia a conoscere la felicità.
- In questo preciso istante, hai tutto quello che ti serve per essere sereno.
- Impara a essere felice incondizionatamente e non solo “a condizione” di avere questo e quest’altro!
- Impara dagli animali, che sanno sempre cosa è bene per loro e non degenerano mai in comportamenti dannosi per sé stessi e i propri simili.
- Quando il tuo cuore sarà colmo di pace, le paure spariranno.
- Sii pronto a capire, ad ascoltare, a mettere in discussione il tuo intero sistema di convinzioni.
- Una volta pervenuti alla verità, i concetti diventano inutili.
- Se saprai liberarti dall’illusione sarai felice.
- La vita è un banchetto, al quale la maggior parte degli uomini rinuncia.
- Non lasciare che la tua felicità dipenda dalle tue preferenze!
- Nessuna persona al mondo ha il potere di darti la felicità, a meno che tu non lo voglia.
- Se non ti importa di essere ricco e famoso, non avrai paura di nulla, perché sarai più che soddisfatto di non essere nessuno.
- La vita è meravigliosa. Diventa dura a causa delle vostre illusioni, ambizioni e avidità.
- Cerca di non lasciarti turbare dagli eventi che accadono intorno a te.
- Al diavolo le miniere d’oro in Alaska! Cosa te ne faresti di quell’oro? Se non si è felici, non si può vivere.
- Vuoi essere felice? Accetta il fatto che la vera felicità non ha una causa precisa.
- La ricerca della felicità è talvolta la felicità stessa.
- Per ottenere la felicità non devi fare nulla, perché la felicità è qualcosa che già possiedi.
- La felicità è il nostro bisogno più profondo.
- Non è sempre amore ciò che sembra esserlo.
- Il deserto sboccerà improvvisamente all’amore.
Dopo lunghi anni di lavoro,un inventore scoprì l’arte di accendere il fuoco. Portò con sè i suoi attrezzi nelle regioni del Nord ammantate di neve e insegnò a una tribù quell’arte e i suoi vantaggi. La gente era così affascinata da quella novità che a nessuno venne in mente di ringraziare l’inventore, il quale, un giorno se ne andò in silenzio.
La seconda tribù presso cui si recò era altrettanto ansiosa di imparare della prima.
Ma i preti locali, gelosi dell’ascendente che egli esercitava sul popolo, lo fecero assassinare. Per sviare i sospetti, fecero collocare un ritratto del Gran Inventore in bella vista sull’altare del tempio,studiarono una speciale liturgia che rendesse omaggio al suo nome e ne mantenesse vivo il ricordo e posero la massima cura nell’evitare che si modificasse o omettesse anche una sola virgola di tale liturgia.
Gli attrezzi per accendere il fuoco furono conservati in uno scrigno e si diceva che avessero il potere di guarire tutti coloro che vi ponevano sopra le mani con spirito di fede.
Il sommo sacerdote si incaricò personalmente di redigere una biografia dell’inventore, il Libro Sacro in cui venivano presentate la Sua tenerezza e la Sua generosità come esempio da imitare per tutti, si tesseva l’elogio delle Sue opere grandiose e la sua origine soprannaturale era diventata articolo di fede.
I preti si occuparono di tramandare il libro alle generazioni successive, mentre interpretavano con autorevolezza il senso delle sue parole e il significato profondo della santità della Sua vita e della Sua morte.
Chiunque si discostasse dai Suoi insegnamenti veniva punito senza pietà con la tortura o il rogo o la scomunica.
Assorta com’era nelle attività religiose la gente finì per dimenticare come si accendeva il fuoco.
Commento di 100000 — Agosto 4, 2009 @ 10:39 am
“Qual è il più grande nemico dell’Illuminazione?”
“La paura”
“E da dove proviene la paura?”
“Dall’illusione”
“E cos’è l’illusione?”
“Pensare che i fiori intorno a te sono dei serpenti velenosi”
“Come raggiungerò l’illuminazione?”
“Apri i tuoi occhi e vedi”
“Cosa?”
“Che non c’è nemmeno un serpente intorno a te”.
Commento di 100000 — Agosto 4, 2009 @ 10:40 am
“Noi pensiamo forse che il mondo potrebbe essere salvato se solo si riuscisse a immettervi in misura copiosa la buona volonta’ e la tolleranza. Si tratta di un’idea falsa. Il mondo non sara’ salvato, ne’ dalla buona volonta’, ne’ dalla tolleranza; ma, dalla chiarezza di pensiero. Di che utilita’ puo’ risultare, infatti, che tu sia tollerante verso gli altri, se, poi, sei intimamente convinto che la ragione sia dalla tua parte e che chiunque ti da’ torto si sbaglia? Questa non e’ tolleranza: questa e’ semplicemente condiscendenza, acquiescenza.
E questo non porta all’unione dei cuori, ma alla divisione; perche’ tu sei quello che sta su, gli altri quelli che stanno giu’, e questa posizione può generare soltanto un senso di superiorita’ in te e un senso di risentimento in chi ti sta intorno, e in questa maniera si alimenta ancor piu’ l’intolleranza. L’autentica tolleranza nasce esclusivamente da una nitida coscienza della abissale ignoranza da cui siamo irrimediabilmente tutti inquinati quando e’ in gioco la verita’. Perche’ la verita’ e’ essenzialmente mistero.”
Commento di 100000 — Agosto 4, 2009 @ 10:42 am
1 – AMORE.
Quelli che mi parlano dell’amore mi ricordano quella vecchietta che amava tanto i pesci: durante le gelide giornate d’inverno lei prendeva i pesci dal fiume,li asciugava e poi li metteva vicino al fuoco per riscaldarli.
2 – Amore di mamma:
“Ciao! Ma che bei bambini che hai! Quanti anni hanno?”
“Il dentista ha 2 anni mentre l’avvocato ne ha già quattro.”
3 – Amore per i figli:
in una casa giapponese gli adulti parlavano dell’amore verso i figli mentre questi giocavano sul tappeto. Ad un tratto si sentirono delle scosse di terremoto. Tutti gli adulti corsero fuori mentre i bambini continuarono a giocare.
4 – Illuminazione:
“Posso ragiungere l’illuminazione tramite i miei sforzi?”
“Ma certo! Come quella vecchietta che spingeva la parete del vagone per far andare più veloce il treno.”
5 – “Se ho ben capito il tuo corpo, dopo morto, andrà sotto terra mentre la tua anima andrà in paradiso, giusto?”
“Giusto!”
“Ma io non ho ben capito dov’è che andrai TU .”
6 – “Se ho ben capito, alla fine dei tempi tu sarai punito per i peccati che commetti oggi.”
“Giusto.”
“Sarebbe come dire che se io ora ti dò una martellata per le dita, tu, fra 60 anni, ti metterai a gridare.”
7 – Preghiera:
“perchè non fai altro che pregare?”
Chiese il maestro a un suo discepolo.
“Perchè la preghiera leva un gran peso dalla mia mente.”
“Questo purtroppo è il suo scopo.”
“Perchè purtroppo?”
“Perchè ti distoglie dal vedere chi ha messo per primo quel peso.”
Commento di 100000 — Agosto 4, 2009 @ 10:48 am