Alcuni fedeli della religione cristiana si sono ritrovati nel giro di una sola generazione da perseguitati a persecutori, da non tollerati a intolleranti.
Nel 313 Costantino aveva emesso il suo editto di tolleranza, nel 325 si tenne il fondamentale concilio di Nicea. Pochi decenni dopo, alla fine del IV secolo, l’imperatore Teodosio decretò che la religione cristiana da ammessa, giustificata, tollerata, doveva essere considerata la sola religione possibile. Nel giro di 60-80 anni, la situazione per il cristianesimo si capovolse:
«È nostra volontà che tutti i popoli sui quali regna la nostra benevolenza vivano nella religione che l’apostolo Pietro ha insegnato ai Romani. Questo vuol dire che, seguendo l’insegnamento evangelico, crediamo alla divinità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, in pari maestà e pia trinità. Ordiniamo che quanti seguono questa legge possono prendere il nome di cristiani cattolici, ma che gli altri, che giudichiamo pazzi e dementi, debbano patire l’infamia di una dottrina eretica, e che i loro luoghi di assemblea non possano chiamarsi “chiese”». (Teodosio, imperatore d’Oriente, fine Febbraio 380).
Aprile 29, 2009
Da perseguitati a persecutori nel giro di una generazione
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