Yehoshua bar Yosef

Giugno 18, 2008

Iside – la madre di Dio (vergine madre e regina del cielo). La Maria dei cristiani

Archiviato in: Ricerca della VERITA' — Tag:, , — Nessuno @ 10:12 am

Iside o Isis o Isi (in lingua egiziana Aset cioè trono), originaria del Delta, è la dea della maternità e della fertilità nella mitologia egizia. Divinità in origine celeste, associata alla regalità (il suo geroglifico include la parola per “trono”), faceva parte dell’Enneade.

Iside, venerata spesso in associazione con il dio Serapide, fu una delle divinità più famose di tutto il bacino del Mar Mediterraneo. Dall’epoca tolemaica la venerazione per la dea, simbolo di sposa e madre e protettrice dei naviganti, si diffuse nel mondo ellenistico, fino a Roma. Da qui il suo culto, diventato misterico per i legami della dea con il mondo ultraterreno e nonostante all’inizio fosse ostacolato, dilagò in tutto l’impero romano. Nel sincretismo tipico della religione romana Iside venne assimilata con molte divinità femminili locali, quali Cibele, Demetra e Cerere, e molti templi furono innalzati in suo onore in Europa, Africa ed Asia. Il più famoso fu quello di File, l’ultimo tempio pagano ad essere chiuso nel VI secolo. Durante il suo sviluppo nell’ Impero il culto di Iside si contraddistinse per processioni e feste in onore della dea molto festose e ricche. Le sacerdotesse della dea vestivano solitamente in bianco e si adornavano di fiori; a Roma, probabilmente a frutto dell’ influenza del culto autoctono di Vesta, dedicavano talvolta la loro castità alla dea Iside. La decadenza nel Mediterraneo del culto di Iside fu per lo più determinata da nuove religioni misteriche quali lo Zoroastrismo e lo stesso Cristianesimo.

Esistono tratti comuni nell’ iconografia relativa a queste due figure, ed è ragionevole supporre che gia’ l’ arte paleocristiana si sia ispirata alla raffigurazione classica di Iside per rappresentare la figura di Maria: la comunanza in vari dipinti si ritrova per esempio nei tratti delicati ed eterei, nel tenere entrambe in braccio un infante, che è Gesù Bambino nel caso della Madonna ed Horus per Iside.
Ancora, con il primo vero affermarsi del cristianesimo nell’ Impero Romano, sotto imperatori come Costantino e Teodosio e con il conseguente rifiuto e persecuzione delle altre religioni a Roma e nei domini, il fatto che vari templi consacrati ad Iside siano stati riadattati e consacrati come basiliche dedicate alla Vergine, cosi’ come a volte modificati i dipinti e le opere raffiguranti la dea egiziana, ha sicuramente aiutato l’ accomunarsi delle due figure a livello iconografico.

Nessuno, nè Gesù Cristo e nè i suoi apostoli e discepoli hanno mai considerato Maria (madre di Gesù) più importante di quello che era (la parente più vicina a Gesù). Sui vangeli e sulla professione di fede, Maria non è mai considerata. Dopo aver fuso il culto di Iside e di altre divinità con i primi fondamenti della parola di Gesù, venne creato l’attuale “cristianesimo”. I pellegrinaggi, le processioni e quant’altro che si riferiscono alla Madonna, non si basano su niente di quello professato da Gesù e dai suoi primi seguaci.

Con il riconoscimento della Religione Cristiana da parte di Costantino quale unica dell’impero romano, nel IV secolo (391 d.C.), il “Sistema Cattolico Romano” si preoccupò di “incamerare” le popolazioni che professavano riti pagani, divenuti fuori legge, cercando di rendere “meno doloroso” il distacco dalle vecchie usanze.

Per cui si trovò molto più semplice e meno traumatico, “battezzare” i vecchi riti dando loro una parvenza di cristianesimo (almeno nei nomi), che cercare di “convertire” le popolazioni pagane.Le popolazioni entrarono in massa nelle chiese cristiane anche perché nulla cambiava nella loro vita: essi continuavano a fare le stesse cose di sempre. La gerarchia era soddisfatta perché le chiese si erano riempite di fedeli, con tutto quel che ne consegue, ed il popolo era contento perché continuava a celebrare gli usi e costumi tramandati dai loro padri.

Iside <— Iside

La verginità di Maria (madre di Gesù) viene trattata SOLO nel vangelo di Matteo (con l’unico fine di far coincidere una presunta profezia dell’Antico Testamento) e da Luca (come come sappiamo si è “ispirato” a Matteo e ad altre storie mitiche di annunciazioni com’erano state sempre in voga per personaggi leggendari). Nessun altro apostolo (Pietro, Giacomo, ecc…) ha mai considerato la figura di Maria diversa da quella di semplice madre.

II testo d’Isaia, sul quale si basa Matteo, è il seguente: «Pertanto il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele. Egli mangerà panna e miele finché non imparerà a rigettare il male e a scegliere il bene. Poiché prima ancora che il bimbo impari a rigettare il male e a scegliere il bene, sarà abbandonato il paese di cui temi i due re. Il Signore manderà su di te, sul tuo popolo e sulla casa di tuo padre giorni quali non vennero da quando Efraim si staccò da Giuda» (Is 7, 14-17); anche se, com’è ovvio, Matteo sceglie soltanto la prima frase riproducendola cosi: «Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele, [aggiungendo subito dopo] che significa Dio con noi» (Mt 1, 23).

Tralasciando lo studio della profezia, che si riferisce a tutto un altro contesto e periodo che nulla ha a che vedere con Gesù, concentriamoci sul concetto di “vergine”:

In una versione greca molto lacunosa della Bibbia dei Settanta la parola ebrea “almah”, che significa “ragazza”, è stata tradotta per «vergine» e, mantenendo questo grave errore, Matteo (ma in realtà altri che aggiunsero la parte iniziale del suo vangelo in un secondo momento) costruì l’ennesima invenzione profetica su cui basare la presunta veridicità della sua narrazione relativa alla nascita di Gesù.
Sostenere, come fa la Chiesa cattolica, che l’ almah d’Isaia è una vergine, significa mantenere in modo consapevole un chiaro inganno a fini dottrinari soprattutto quando tutte le altre almah bibliche sono state tradotte correttamente con il termine «fanciulla», come si può vedere nel caso delle almah dei Proverbi e delle almah del Cantico dei cantici che, secondo quanto si deduce dal contesto narrativo, hanno rispettivamente perso la loro verginità a conseguenza del «sentiero dell’uomo» e delle loro attività in un harem reale.
Tutte le altre versioni indipendenti, o semplicemente non cattoliche, della Bibbia hanno tradotto almah con fanciulla, e ciò risulta logico non soltanto per quello che abbiamo già detto, ma anche per tutto ciò che dice poi Isaia nel suo stesso testo. All’inizio, il profeta si concentra unicamente sul nome che avrebbe avuto il figlio, ignorando in modo assoluto la madre, cosa assurda se si fosse trattato veramente di una vergine sul punto di partorire. Per concludere, Isaia identifica perfettamente la fanciulla come una sua contemporanea quando, dopo aver fatto un minuzioso rapporto su quanto accadeva all’epoca nel regno di Giuda «prima ancora che il bimbo impari a rigettare il male e a scegliere il bene», aggiunge: «Poi mi unii alla profetessa, la quale concepì e partorì un figlio. Il Signore mi disse: “Chiamalo Mahèr-salàl-cash-baz, poiché, prima che il bambino sappia dire babbo e mamma, le ricchezze di Damasco e le spoglie di Samaria saranno portate davanti al re di Assiria”» (Is 8, 3-4).
Risulta perciò evidente che almah è la giovane profetessa che ha già partorito un figlio, nato necessariamente durante il periodo compreso tra il 735 a.C. (data pili probabile) e il 721 a.C. (data della conquista assira di Samaria). A tale figlio Isaia assegna due diversi nomi: Emmanuele (Dio o la Gioia è con noi), che tranquillizzava Giuda e concordava con la prima parte della sua profezia, e Mahèr-salàl-cash-baz (la disgrazia è con voi), in linea col secondo annuncio oracolare sulla fine di Giuda e l’esilio babilonese.


4 Commenti »

  1. Nel mio libro IL CANTO DELLA SORGENTE, ho spiegato chiaramente che il concetto di VERGINE sarebbe da riferirsi non tanto all’imene integro quanto piuttosto alla verginità dell’anima di Maria, cioè al fatto che ella ha saputo dire con fede assoluta e fino in fondo a Dio: Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto

    Comment di claudiodellavalle — Aprile 1, 2009 @ 3:09 pm

  2. Maria era semplicemente la madre di Yehoshua bar Yosef (Gesù, il figlio di Giuseppe). Una ragazza (vergine come tutte le sue coetanee in cerca di marito) che con Giuseppe generò Gesù, uomo di fede e grande intelligenza e carisma.

    Questo blog, così come il mio interesse, è tutto rivolto a Gesù e non alla parentela. Dovessi dare peso anche ai suoi parenti, lo farei nei riguardi di suo fratello Giacomo (il primo capo della Chiesa), di Tommaso e degli altri suoi fratelli. Come si evince dalla lettura dei vangeli e degli atti degli apostoli, sua madre ha svolto un ruolo del tutto trascurabile.

    Successivamente è stato creato il mito della “sacra verginità” e più in generale della “Madonna”, ma questo a me non interessa.

    Comment di Nessuno — Aprile 1, 2009 @ 4:38 pm

    • Un appunto necessario:
      visto che tu punti molto sulla conoscenza esatta e coscienziosa della storia e della Verità, ad onor del vero è giusto dire che a propostito di quello che tu dici di Costantino e del suo riconoscimento pubblico del cristianesimo come religione di stato c’è più di un errore.
      1- Costantino promulgò un editto nel 313 d.C., noto come l’editto di Milano, e non nel 391 d. C. (data alla quale Costantino era già bello che morto, da parecchio)
      2 – il suo editto non riconobbe ufficialmente il cristianesimo come religione ufficiale dello stato romano, benì sancì la piena libertà di culto di tutte le religioni, ma non perchè fino ad allora i romani avessero vietato ai popoli da loro conquistati di venerare i propri dei ma perchè li avevano sempre costretti ad adorare anche gli dei “civici” di Roma, cosa che i cristiani si erano sempre rifiutati di fare e per questo vennero persguitati; l’editto di Costantino dunque permetteva a chi lo volesse di non rendere pubblici onori alle divinità romane, ponendo fine di fatto per legge alle persecuzioni dei cristiani.
      3 – vi fu più tardi un editto che sancì la religione cristiana come religione di stasto, ma fu l’editto di Tessalonica voluto nel 380 da Teodosio; da quella data in poi implicitamente furono ritenute fuori legge tutte le religioni che non fossero quella cristiana, e di fatto si leggittimò una triste verità, spesso nascosta nei librì di storia, che fu la persecuzione dei pagani, che si realizzò con modalità non meno cruente di quella anticristiana e per di più con la connivenza, e spesso il diretto coinvolgimento, del clero, e a partire dal 380 anche con l’avallo della legge imperiale.
      4- il 391 è sì una data importante perchè Todosio con una legge apposita bandì ufficialmente i culti pagani che prima erano stati esautorati solo implicitamente dall’editto del 380: nel 391 avvenne un evento simbolico che può essere considerato convenzionalmente l’atto conclusivo della religione pagana, ovvero lo spegnimento del fuoco sacro di Vesta, custodito per decine di secoli nell’apposito tempio a Roma.

      Quanto al sincretismo tra l’immagine di Maria e quella di Iside, o alla questione della sua verginità, ammesso che si tratti di una voluta mistificazione dei testi biblici per fare passare una “finta verità”, e ammeso pure che il ruolo di Maria nel Nuovo Testamento sia marginale (cosa sulla quale sarei molto cauto vista l’estrema complessità dei testi neotestamentari) rimane innegabile, ed è una relatà storica, che nella costituzione stessa della chiesa protocristiana (intendendo con essa la comunità dei fedeli, e non l’istituzione) l’immagine di Maria, come prototipo arcaico della figura femminile legata alla fertilità e alla vita, sia di cruciale importanza; una delle novità maggiori proposte dalla religione cristiana (non dalla chiesa, badiamo bene) è proprio la centralità della figura femminile, cosa che certo le deriva dall’influenza di un certo substrato antropologico di ascendenza paleo-mediterranea e microasiatica, che tradizioni culturali storicamente successive, come quelle camito-semitiche o indo-europee hanno in parte adombrato.

      Comment di aeo91184 — Giugno 6, 2009 @ 11:50 am

  3. il ruolo di Maria nel Nuovo Testamento sia marginale (cosa sulla quale sarei molto cauto vista l’estrema complessità dei testi neotestamentari)

    Basta leggere il Nuovo Testamento per capirlo da soli. Maria è semplicemente la madre di Yehoshua, stessa importanza che avrebbe avuto un altro parente. Molto più di spessore, invece, sono i fratelli di Gesù… in special modo Giacomo. Peccato che oggi giorno tutti si inchinano difronte ad una statua raffigurante Maria e pochissimi sanno di Giacomo (nonostante sia citato sia negli Atti degli apostoli che nelle lettere di Paolo).

    Comment di Nessuno — Giugno 6, 2009 @ 11:56 am


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