Yehoshua bar Yosef

Giugno 17, 2008

Cos’è lo Spirito Santo?

Archiviato in: Ricerca della VERITA' — Tag:, , — Nessuno @ 6:45 am

Lo Spirito Santo è, nella tradizione ebraica e cristiana, lo spirito di Dio.

Nell’Ebraismo la parola “ruah”, che sta per spirito, è di genere femminile, contrariamente al termine corrispettivo in italiano e רוח הקודש, “ruah hakodesh” (“Spirito Santo”) indica la Potenza divina che può riempire gli uomini, ad esempio i profeti. Questo concetto non ha tuttavia uno sviluppo particolare nell’Ebraismo, che invece è caratteristico del Cristianesimo.

In greco antico “Spirito” si dice “πνευμα” (“Pneuma”; da “πνεω”, “pneō”, cioè “respirare/soffiare/aver vita”) mentre in latino invece “Spiritus” (da “spiro”).

All’interno delle sacre scritture lo Spirito Santo è detto anche “Paràclito” (παρακλητος, paracletos in greco) ossia “Avvocato”, “Soccorritore”, “difensore” o “consolatore”. In questo senso compare nella sacre scritture del cristianesimo allorché il Figlio, terminato il suo percorso, deve abbandonare definitivamente i suoi per ritornare al Padre, così li rincuora dicendogli che non li lascerà soli e così come l’angelo annunciò l’avvento del Figlio a Maria cresciuta ed educata al Tempio nella fede del Padre, così il Figlio a sua volta annuncia ai suoi lo Spirito.

Questo termine appare nel Vangelo secondo Giovanni ed indica lo Spirito Santo in 14,16; 14,26; 15;26; 16,7.

In 14,16 lo Spirito è un “altro paraclito”, a significare che il primo paraclito è lo stesso Gesù.

Il contesto in cui si usa questo termine nei testi profani è quello del processo, ed indica “colui che sta al lato dell’accusato” per difenderlo.

Nella teologia cristiana lo Spirito Santo indica il terzo elemento della Trinità, presente e operante fin dalle origini insieme al Padre e al Figlio, con cui condividerebbe la stessa sostanza. Vi sono tuttavia altre forme di cristianesimo che non accettano l’istituto della Trinità e per questo sono definite come antitrinitarie.

Nel Nuovo Testamento:

Anche se la piena rivelazione dello Spirito Santo si ha successivamente alla Resurrezione di Cristo, esso in realtà è lo stesso “Spirito” (“רוח”, “ruaḥ”, in ebraico) citato in diversi passi dell’Antico Testamento. In un certo senso ne è una prefigurazione e parla attraverso i profeti, ma solo a seguito della Passione e della Resurrezione l’uomo potrebbe riceverlo. In sostanza, Cristo sarebbe morto perché potesse far discendere sull’uomo lo Spirito Santo, riunendo così terra e cielo, che sarebbero stati divisi a causa del peccato originale.

Nel vangelo di Giovanni Gesù utilizza proprio l’immagine del vento per suggerire a Nicodemo la novità trascendente dello Spirito divino in persona al fine di instillare «responsabilità» e «amore per l’altro».

Nei Vangeli sinottici la figura dello Spirito Santo sembra rimanere sullo sfondo della figura di Cristo. Probabilmente gli Evangelisti dovettero elaborare un primo concetto teologico di Spirito Santo a seguito dell’esperienza della Resurrezione, ma nell’elaborare i Vangeli si volle evitare che la figura di Cristo potesse essere in qualche modo confusa con i profeti ispirati dell’Antico Testamento. In modo differente è configurata la figura del Cristo post-pasquale, descritta come «Signore dello Spirito Santo».

Nel Vangelo di Giovanni lo Spirito è presentato più chiaramente con il concetto di persona distinta, una sorta di «consolatore» che Cristo stesso promette ai suoi discepoli dopo la sua Ascensione al Cielo in attesa del suo ritorno.

Negli Atti degli Apostoli si ha la narrazione della piena manifestazione dello Spirito Santo nell’episodio della Pentecoste

Lo Spirito qui presentato ricondurrebbe alla figura di Cristo risorto; attraverso esso, i discepoli sarebbero in grado di perpetuare i gesti, le parole, i miracoli di Cristo.

1 Commento »

  1. A proposito di http://vangelo.forumfree.net/?t=41215463

    Commento di Simone "la torcia" — Agosto 8, 2009 @ 5:49 am


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