Quattro sono i principali gruppi religiosi esistenti al tempo di Gesù: Farisei, Sadducei, Zeloti, Esseni. Di quest’ultimo gruppo si sapeva poco, finché non fu compiuta una delle più notevoli scoperte archeologiche di questo secolo. Nel 1947 un pastore arabo rinvenne per caso alcune giare contenenti dei rotoli avvolti in un panno, nelle caverne delle scogliere del Mar Morto. Quando ci si rese conto che si trattava probabilmente di documenti esseni, questo gruppo suscitò un interesse nuovo. Poco tempo dopo, sul desolato e arido altopiano del Mar Morto, in un luogo chiamato Qum-ran, furono intraprese ricerche archeologiche destinate a portare alla luce i segreti di questo gruppo misterioso, che aveva affidato la sua preziosa biblioteca a recessi sotterranei circa venti secoli fa. Nelle dodici grotte esplorate vennero alla luce rotoli di manoscritti di quasi tutta la Sacra Scrittura e i testi propri degli Esseni. Gli scavi portarono alla luce non soltanto altri rotoli, ma anche un insieme ben coordinato di vaste sale, una biblioteca, un refettorio, una cucina, una fattoria, bagni spaziosi, e una camera consiliare: la residenza della comunità di Qumran, che oggi si ritiene quasi universalmente fosse composta da Esseni. Gli Esseni vennero alla ribalta dopo la rivolta dei Maccabei, quando rifiutarono ogni compromesso con le potenze occupanti e ogni rivolta armata contro di essi: si ritirarono dal mondo e andarono a vivere in una comunità esclusiva, basata sugli ideali della vita comunitaria, dell’ascetismo e dell’obbedienza. Erano convinti che questa separazione dal mondo fosse indispensabile per diventare il santo popolo di Dio, il vero Israele. A questo scopo evitavano non solo i peccatori e i pagani, ma anche gli altri giudei che non condividevano i loro ideali. Vivevano nell’osservanza stretta della Legge, portandone l’interpretazione agli estremi. Il loro capo era il Maestro di Giustizia, considerato da loro un profeta con la divina missione di interpretare i segreti della saggezza di Dio per i suoi seguaci. Gli Esseni, ottenendo la salvezza attraverso la Legge, attendevano l’età messianica, il tempo in cui essi, i figli della luce, avrebbero contribuito a inaugurare il Regno di Dio lottando contro i peccatori, i figli delle tenebre.
Le pratiche della comunità di Qumran si basavano sulla convinzione degli Esseni di essere una casta sacerdotale in attesa del Regno di Dio. Tenevano regolari riunioni di culto, che comprendevano lo studio della Bibbia e la preghiera. La Legge era osservata fino ai minimi dettagli; chi peccava era evitato. L’ascetismo e la castità venivano esaltati, e il matrimonio era permesso soltanto in vista della procreazione. Si facevano regolarmente bagni rituali per assicurare pulizia e purezza; un pasto rituale, richiamante la festa della pasqua ebraica, veniva consumato comunitariamente come parte del culto liturgico. La vita di comunità era guidata da regole fisse: vi era una gerarchla rigida e una liturgia da osservarsi scrupolosamente.
Senza dubbio alcuni Esseni raggiungevano un alto grado di santità ed erano fedeli ai punti essenziali del giudaismo. Ma la loro vita era totalmente sganciata da pressioni e frustrazioni, e, nel chiuso dei loro monasteri, essi avevano strane visioni – alimentate forse dal paesaggio squallido e solitario -in cui prendevano parte ad un grandioso dramma cosmico, lottando dalla parte del bene contro il male. Alcune delle loro credenze e delle loro pratiche, ora venute in luce, hanno portato a tracciare molti paralleli tra Essenismo e Cristianesimo, e persino a formulare l’ipotesi che Gesù fosse un esseno. Benché i paralleli siano possibili, le differenze sono d’altra parte troppe e troppo grandi perché si possa supporre una stretta connessione. La flessibilità di Gesù rispetto alla Legge contrasta profondamente con la rigidità essenica; la sua costante e amorosa ricerca dei peccatori contrasta con la segregazione dal mondo e con il ripudio dei malvagi, tipico di questa setta del deserto. Gesù, che fu accusato di essere un «mangione e bevitore» (Matteo 11,19), non era un asceta, né un fautore dell’ascetismo; egli poi non sj rivelò ad alcuni eletti, ma proclamò il suo messaggio a tutti. Per lui la purezza del cuore contava più della purezza rituale. Lungi dal rinunciare al mondo, egli entrava costantemente in conflitto e in comunione con esso.
Negli anni dal 66 al 70 d.C. gli Esseni combatterono contro i Romani a fianco degli Zeloti. Considerando se stessi come rivoluzionari nell’ordine del mondo soprannaturale piuttosto che in quello reale e presente, ricevevano istruzioni, mediante un apposito «rotolo di guerra», circa la condotta di una guerra santa. Quando i Romani avanzarono verso il Qumran, gli Esseni si rifugiarono con i loro rotoli nelle caverne. Per la maggior parte perirono, ma qualcosa del loro spirito si mantenne vivo nel monachesimo cristiano: la devozione ad uria regola e la rinuncia al mondo come mezzo per raggiungere la santità.
Giugno 15, 2008
I rotoli del mar Morto, Gli Esseni
Ancora nessun commento. »
Non c’è ancora nessun commento.